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Simbolo del pesce: dalle catacombe al pesce d’aprile

Di Ma-Broche.fr· 12 ottobre 2026
Simbolo del pesce: dalle catacombe al pesce d’aprile

Il pesce dipinto nelle catacombe di Roma, augurio di abbondanza in Cina, carpa che diventa drago in Giappone: che cosa simboleggia, da una cultura all’altra.

Primo aprile, intervallo. Qualcuno ti passa alle spalle e ride sotto i baffi; solo più tardi scopri il pesciolino di carta attaccato alla schiena. In Italia lo scherzo ha un nome preciso: pesce d’aprile. Ma il simbolo del pesce è molto più antico di questa burla. A seconda delle tradizioni rappresenta la fede cristiana, l’abbondanza, la perseveranza o la salvezza.

Per i primi cristiani era un segno di fede: in greco le lettere della parola «pesce» sono le iniziali di «Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore». In Cina è un augurio di abbondanza, perché «pesce» si pronuncia come la parola che significa «abbondanza». In Giappone la carpa che risale la corrente incarna la perseveranza. Aggiungi Vishnu che prende la forma di un pesce per salvare l’umanità dal diluvio, una dea e suo figlio diventati costellazione, e capisci che il pesce ha parecchio da raccontare. Al pesciolino di carta torniamo alla fine: la sua origine è un piccolo giallo.

Per ogni tradizione distinguiamo quello che raccontano i testi e i reperti da quello che ciascuno può vederci.

Il pesce dipinto nelle catacombe di Roma

Segno del pesce formato da due archi, inciso su una pietra antica
Bastano due archi per tracciare l’ichthys.

Per vedere uno dei pesci cristiani più antichi non serve andare lontano: basta scendere sotto Roma. Secondo la voce italiana di Wikipedia, il simbolo compare nelle catacombe di San Sebastiano e di Priscilla, ed è datato al 150 d.C. Laggiù il pesce non era una decorazione qualunque. Era una parola.

Cinque lettere greche

In greco antico «pesce» si dice ichthys (ἰχθύς). I primi cristiani ci hanno letto un messaggio nascosto, lettera per lettera:

  • I per Iêsous, Gesù;
  • CH per Christos, Cristo;
  • TH per Theou, di Dio;
  • Y per Huios, Figlio;
  • S per Sôtêr, Salvatore.

Una sola parola, e dentro c’è un’intera professione di fede. La voce di Wikipedia sull’ichthys ripercorre questo acrostico e la sua storia.

Un segno per riconoscersi?

Così l’ichthys diventa un segno distintivo dei cristiani. La tradizione racconta che, al tempo delle persecuzioni, i cristiani lo usassero come codice per riconoscersi tra loro, e che lo si tracciasse sui muri di Roma prima di Pasqua, per indicare la strada verso le cripte. È un bel racconto, ma Wikipedia lo riporta con prudenza: il pesce sarebbe stato usato «presumibilmente» come segno di riconoscimento.

Anche gli autori antichi ricorrono a quest’immagine. Tertulliano paragona i credenti a piccoli pesci che prendono il nome dall’ichthys e nascono nell’acqua. Sant’Agostino, nella Città di Dio, commenta l’acrostico e ci vede un nome mistico del Salvatore. E Clemente Alessandrino, nel suo Pedagogo, cita il pesce tra i motivi che i cristiani possono portare addosso. Indossare un pesce, insomma, non è una moda recente.

Dalle catacombe alle automobili

Negli anni Settanta il simbolo torna in auge negli Stati Uniti con il Jesus Movement. Da allora lo si vede su ciondoli, spille e sul retro delle automobili, come segno di appartenenza alla fede cristiana.

Cinque pani e due pesci

Se il pesce ha tanto spazio tra i cristiani, è anche perché nuota nei Vangeli. Il racconto più noto è quello della moltiplicazione dei pani. Con cinque pani e due pesci Gesù sfama una folla: «circa cinquemila uomini, oltre a donne e bambini». La scena è riportata da tutti e quattro gli evangelisti, Matteo, Marco, Luca e Giovanni, come ricorda la voce sulla moltiplicazione dei pani e dei pesci.

Ancora oggi, a Tabgha, la chiesa della Moltiplicazione sorge vicino al luogo dove la tradizione colloca il miracolo. Due pesci che bastano a nutrire migliaia di persone: è difficile trovare un’immagine più bella della condivisione.

Cina: un gioco di parole che augura abbondanza

Pesce di carta rossa ritagliata accanto a mandarini e peonie, decorazione del Capodanno cinese
In Cina, un pesce per augurare abbondanza.

Cambiamo continente. In Cina il pesce non parla di fede ma di prosperità, e tutto nasce da un gioco di parole.

Il carattere 魚, «pesce», si pronuncia yu. Anche il carattere 餘, che significa «abbondanza» o «avanzo», si pronuncia yu. Da qui una formula di auguri: lian nian you yu (連年有餘), «prosperità e abbondanza anno dopo anno». Disegnare un pesce vuol dire augurare che in casa non manchi mai niente.

L’École française d’Extrême-Orient conserva una stampa popolare che illustra proprio questo augurio. Incisa su legno nel Novecento da Yang Luoshu, a Yangjiabu, nella provincia dello Shandong, mostra una donna con delle peonie e un bambino che tiene in mano un pesce. Faceva coppia con un’altra immagine: le due stampe si incollavano sulle porte della camera della nuora per festeggiare il Capodanno.

Giappone: la carpa che risale la corrente

Carpe koinobori nera, rossa e blu che sventolano in cima a una pertica di bambù
Il 5 maggio le carpe di stoffa nuotano nel vento.

Ogni 5 maggio, in Giappone, carpe di stoffa sventolano in cima a lunghe pertiche di bambù. Sono i koinobori, issati per Kodomo no hi, la festa dei bambini. La festa ha preso il posto dell’antico Tango no sekku, celebrato il quinto giorno del quinto mese lunare.

Perché proprio le carpe? Per la leggenda cinese della carpa che risale il Fiume Giallo, ripresa in Giappone: le carpe che superano la corrente finirebbero per volare in cielo, trasformate in draghi. I koinobori celebrano così la forza e la perseveranza delle carpe che sfidano la corrente di fiumi e cascate.

Il messaggio è semplice e parla a tutti: la carpa che risale la corrente offre un’immagine di perseveranza di fronte alle difficoltà. Di tutti i significati del pesce, è forse il più facile da regalare, e diversi modelli della nostra selezione di spille a forma di pesce si prestano bene a portarlo.

Matsya, il pesce che salvò l’umanità

Nell’induismo Matsya, il cui nome significa «pesce» in sanscrito, è presentato come il primo avatar di Vishnu.

Nello Shatapatha Brahmana tutto comincia con un pesciolino che Manu trova in un fiume. Il pesce lo avverte: sta arrivando un diluvio, bisogna costruire una barca. Quando le acque salgono, il pesciolino, diventato gigantesco, guida la barca fino ai monti dell’Himalaya. Manu, la sua famiglia e alcuni animali si salvano. Il Mahabharata racconta una versione vicina, in cui Manu porta con sé «il seme di tutto ciò che vive sulla terra». Il racconto è stato accostato a quello dell’arca di Noè.

Due pesci di buon augurio

Il pesce compare tra gli otto simboli di buon augurio, l’ashtamangala, sotto forma di una coppia di pesci color oro. In origine rappresentavano due fiumi sacri, il Gange e la Yamuna. Nel buddhismo evocano la capacità degli esseri di avanzare verso la liberazione senza annegare nel samsara, il ciclo delle rinascite. Anche la corrente shvetambara del giainismo li conta tra i suoi otto simboli.

Avanzare senza farsi travolgere: ritorna l’idea della carpa giapponese, e viene in mente anche la tartaruga, simbolo di lunga vita.

La costellazione dei Pesci: due pesci legati nel cielo

Il pesce è salito fino alle stelle: la costellazione dei Pesci disegna due pesci uniti da una corda. Lo scrittore latino Igino, riprendendo fonti greche, ne racconta l’origine. Inseguiti dal mostro Tifone sulle rive dell’Eufrate, Afrodite e suo figlio Eros vengono trasformati in pesci. Le loro code sono legate da una corda, perché non si perdano tra le onde.

Ci si può leggere un legame che resiste al pericolo, quello di una madre e di suo figlio uniti per non perdersi.

Pesce d’aprile: uno scherzo che l’Italia condivide con la Francia

Pesce di carta colorata attaccato sulla schiena di un cappotto beige, scherzo del primo aprile
Il pesciolino di carta: uno scherzo dall’origine ancora incerta.

Torniamo al pesciolino di carta dell’inizio. In Italia, come in Francia, in Belgio e nelle zone francofone della Svizzera e del Canada, la tradizione degli scherzi del 1º aprile si chiama proprio pesce d’aprile. E il gesto classico è lo stesso: attaccare un pesce di carta alla schiena di qualcuno senza farsi notare.

Da dove viene? Nessuno lo sa con certezza, e le tracce più antiche dell’espressione portano in Francia. La spiegazione più diffusa chiama in causa l’editto di Roussillon, firmato da Carlo IX nel 1564, che fissa l’inizio dell’anno al 1º gennaio. Chi continuava a festeggiare il nuovo anno alla vecchia data sarebbe diventato il bersaglio degli scherzi. Bella storia, ma non regge: l’espressione francese poisson d’avril compare già nel 1466 in Pierre Michault, poi nel 1508 in Eloy d’Amerval, molto prima dell’editto. Il significato di «scherzo del 1º aprile», invece, è attestato solo a partire dal Seicento.

Esistono altre piste. Il folklorista Alan Dundes parla di un intreccio di tradizioni: antichi riti di fertilità, il momento in cui il Sole lascia il segno dei Pesci e la fine della Quaresima, quando si mangiava pesce.

Il pesce ha un significato spirituale?

Chi cerca il significato spirituale del pesce trova nelle grandi tradizioni religiose risposte lunghe e precise:

  • nella tradizione cristiana dell’ichthys, la parola greca condensa una professione di fede in Gesù Cristo, e Tertulliano paragona i credenti a piccoli pesci nati nell’acqua;
  • nel racconto indù di Matsya, il pesce è il salvatore che guida l’umanità attraverso il diluvio;
  • nel buddhismo, nuota verso la liberazione senza annegare.

Il filo comune? L’acqua. Il pesce vive dove l’essere umano annegherebbe, e lì si muove senza fatica. Al di là di queste tradizioni, se un pesce ti fa pensare alla libertà, al viaggio o alla calma del mare, è una lettura personale, ed è tua. Il pesce non è l’unico animale che cambia significato da un paese all’altro: leggi per esempio la storia del gatto portafortuna.

Regalare un pesce: a chi e con quali parole

Per quale occasione

Con tutte queste storie alle spalle, un pesce si adatta a molte occasioni:

  • un Capodanno o una casa nuova, per augurare abbondanza «anno dopo anno», come in Cina;
  • un esame, un nuovo lavoro o un momento difficile, pensando alla carpa che risale la corrente;
  • una madre e suo figlio, in omaggio ai due pesci di Afrodite ed Eros, legati per non perdersi mai;
  • una persona nata sotto il segno dei Pesci;
  • una persona credente, per la quale l’ichthys conserva tutto il suo significato;
  • un 1º aprile, semplicemente, per un’amica che ama ridere.

Due parole sul biglietto

  • «Abbondanza, anno dopo anno.»
  • «Continua a risalire la corrente.»
  • «Inseparabili, come i due pesci del cielo.»

Un pesce da appuntare

Una spilla a forma di pesce non teme né la corrente né il 1º aprile. Tra le nostre spille fantasia, diversi pesci richiamano queste storie. Una coppia di pesci color corallo e rosa, che nuotano fianco a fianco, ricorda i due pesci del cielo. Più grafico, un pesce a forma di lisca in acciaio di colore dorato, con inserti e strass neri, gioca sui contrasti. Infine un pesce blu e bianco dai motivi geometrici, in acciaio di colore argentato, fa pensare piuttosto al mare. Sono gioielli fantasia con chiusura magnetica.

Su un maglione alla marinara, sul bavero di una giacca di jeans o su un cappotto blu navy, un pesce trova subito il suo posto. E se ti piacciono anche altre bestiole, dai un’occhiata alle nostre spille a forma di animale.

Il simbolo del pesce in sintesi

Da una tradizione all’altra il pesce non dice la stessa cosa: ecco i suoi significati, uno accanto all’altro.

Tradizione o fonteChe cosa rappresenta il pesce
Primi cristiani (acrostico ichthys, catacombe di Priscilla e di San Sebastiano)Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore; secondo la tradizione, un codice per riconoscersi
Vangeli (Matteo, Marco, Luca, Giovanni)La condivisione: cinque pani e due pesci per una folla
Cina (formula lian nian you yu)L’abbondanza, grazie a un gioco di parole su yu
Giappone (koinobori del 5 maggio)La forza e la perseveranza della carpa che diventa drago
Induismo (Matsya, Shatapatha Brahmana)La salvezza: il pesce che guida Manu attraverso il diluvio
Buddhismo (ashtamangala)La liberazione, senza annegare nel ciclo delle rinascite
Costellazione dei Pesci (Igino)Un legame che resiste al pericolo: Afrodite ed Eros legati l’uno all’altra
Pesce d’aprile (Italia e Francia; Pierre Michault, 1466)Uno scherzo di origine incerta: l’espressione compare nel Quattrocento, lo scherzo solo nel Seicento

Domande frequenti

Quali sono le date del segno zodiacale dei Pesci?▾

Il segno dei Pesci va dal 19 febbraio al 20 marzo. Prende il nome dalla costellazione dei due pesci legati da una corda.

Che cosa significa il nome della stella Alrescha?▾

Alrescha, la stella alfa della costellazione dei Pesci, ha un nome di origine araba che significa «il Nodo»: quello della corda che unisce le code dei due pesci nella rappresentazione del cielo.

Qual era il primo significato dell’espressione francese «poisson d’avril»?▾

Nel più antico testo conosciuto che la usa, il Doctrinal du temps présent di Pierre Michault (1466), un «poisson d’avril» è un mezzano, colui che porta le lettere d’amore del suo padrone. Il significato di scherzo compare solo a partire dal Seicento, con Jean de Labrune nel 1691.

Nei Vangeli c’è una seconda moltiplicazione dei pani?▾

Sì. Matteo e Marco riportano un secondo racconto: con sette pani e pochi pesciolini, Gesù sfama quattromila uomini, senza contare donne e bambini. Luca e Giovanni riportano solo il primo miracolo, quello dei cinque pani e dei due pesci.

Che cosa rappresentano i colori delle carpe koinobori?▾

La carpa nera rappresenta il padre. La carpa rossa un tempo rappresentava il figlio maggiore e oggi indica più spesso la madre. Si aggiunge una carpa per ogni altro figlio.

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