Scarabeo, il significato di un insetto che spingeva il sole

Un volto di pietra a Torino, un dio del sole che nasce, un insetto che si orienta con la Via Lattea: che cosa significa lo scarabeo, dall’antico Egitto a oggi.
A Torino, al primo piano del Museo Egizio, in una vetrina della sala 8, c’è uno scarabeo di pietra diverso dagli altri: al posto della testa d’insetto ha un volto umano. Il museo lo chiama «scarabeo del cuore a testa umana». Non era fatto per essere portato da una persona viva: uno scarabeo del cuore accompagnava un morto.
Perché gli Egizi affidavano ai loro defunti proprio uno scarabeo? Se cerchi il significato dello scarabeo, la risposta breve sta in una parola: rinascita. Gli antichi Egizi guardavano un piccolo coleottero nero far rotolare una pallina sul terreno e ci vedevano il sole, spinto ogni mattina sopra l’orizzonte. Così lo scarabeo è diventato l’immagine di Khepri, il dio del sole che sorge, il cui nome vuol dire «colui che viene all’esistenza». Da qui nascono i significati che gli si attribuiscono ancora oggi: trasformazione, nuovo inizio, protezione. Lo si portava come amuleto, lo si posava sul petto delle mummie, e un faraone fece persino incidere su alcuni scarabei i grandi avvenimenti del suo regno.
Lo scarabeo di Torino sta alla fine di questa storia. Per capirla bisogna partire dall’inizio: da un insetto che in italiano porta un nome poco poetico.
Lo stercorario che diventò sacro

Gli Egizi non hanno inventato il loro simbolo: l’hanno visto lavorare. La voce di Wikipedia sullo scarabeo sacro lo presenta con il nome scientifico Scarabaeus sacer, che gli diede Linneo nel 1758, e lo colloca tra quelli che in italiano chiamiamo scarabei stercorari. Il nome dice già tutto del suo mestiere. È lungo al massimo quattro centimetri.
Con lo sterco modella palline, spesso parecchie volte più voluminose di lui. Le spinge con le zampe posteriori camminando all’indietro, fino a una tana. Lì, sottoterra, viene deposto un uovo. La larva che ne esce trova tutto intorno a sé di che nutrirsi.
Una pallina scompare nella terra, una vita nuova ne esce. Molto prima che qualcuno studiasse gli insetti in modo scientifico, la scena bastava a colpire l’immaginazione. Quando oggi si parla del significato dello scarabeo, si intende quasi sempre lui, il coleottero sacro dell’Egitto, e non uno dei suoi tanti parenti.
Khepri, il sole che nasce ogni mattina

Nella mitologia egizia Khepri è legato al sole ed è un simbolo di rinascita. La voce di Wikipedia dedicata a Khepri ricorda che lo si rappresentava come uno scarabeo che spinge il sole, oppure come un uomo con la testa di scarabeo. Così, per gli Egizi, la pallina di sterco era diventata un astro.
Un nome che vuol dire «divenire»
Il nome del dio e quello dell’insetto si somigliano, e non per caso. Secondo l’edizione francese di Wikipedia, Khepri viene da kheperer, «scarabeo», e dal verbo kheper, «venire all’esistenza» o «divenire». Nella lingua egizia l’insetto e l’idea di trasformarsi erano vicini di casa. Dire «scarabeo» era quasi dire «nascere».
Mattino, mezzogiorno, sera
Khepri non era tutto il sole, solo il suo mattino. Nel corso della giornata l’astro cambiava nome:
- al sorgere, Khepri, il sole che rinasce;
- a mezzogiorno, Ra, il sole allo zenit;
- la sera, Atum, il sole al tramonto.
Si credeva che Khepri facesse rinascere il sole ogni mattina, lo spingesse sopra l’orizzonte e di notte lo portasse nell’altro mondo, per riportarlo il giorno dopo. Per chi ci credeva, lo scarabeo era una promessa: ogni notte finisce con un mattino. La sua immagine ricorre nell’arte religiosa e funeraria egizia.
Lo scarabeo del cuore, da Parigi a Torino

Ma che cos’è, esattamente, uno scarabeo del cuore? Gli scarabei del cuore sono la versione grande e solenne del nostro insetto. Di solito scolpiti in pietra dura, misurano da 3 a 12 centimetri (6 in media) ed erano destinati alle mummie: li si posava sul petto o tra le bende.
Anche il Louvre, a Parigi, ne conserva uno, in pietra marrone, della fine della XVIII o della XIX dinastia. Secondo la scheda del museo, reca nove righe di geroglifici tratte dal capitolo 27 del Libro dei morti, un testo che doveva proteggere il cuore del defunto nell’aldilà . L’oggetto non è forato: non era pensato per essere indossato.
Perché proprio il cuore? Nel Libro dei morti una scena famosa mostra una bilancia a due piatti. Su un piatto c’è il cuore del defunto, che rappresenta la sua coscienza; sull’altro la piuma di Maat, dea della verità e della giustizia. Lo scarabeo del cuore stava lì, proprio sopra ciò che sarebbe finito sulla bilancia.
Quello di Torino puoi andare a vederlo. La scheda del Museo Egizio lo colloca al primo piano, sala 8, vetrina 6. Non aggiunge altro, ma il nome basta: anche questo scarabeo era fatto per vegliare su un cuore.
Scarabeo portafortuna? Amuleti, sigilli e annunci reali
Molto prima delle spille fantasia di oggi, lo scarabeo non era solo un simbolo: era un oggetto da portare addosso.
Amuleti che facevano anche da sigillo
Oggetti a forma di scarabeo compaiono già sotto la VI dinastia, riporta la Wikipedia francese. I più comuni sono piccoli (da 1 a 3 centimetri) e quasi tutti in steatite. Sulla faccia piatta recano figure o iscrizioni: questi piccoli scarabei servivano al tempo stesso da amuleto e da sigillo. A partire dalla XVIII dinastia vi compaiono anche iscrizioni che augurano buona fortuna. Chi oggi vede nello scarabeo un portafortuna si ricollega quindi a un’usanza molto antica.
Le notizie incise di Amenofi III
Il faraone Amenofi III (Amenhotep III) fece incidere una celebre serie di scarabei per annunciare gli avvenimenti del suo regno: il matrimonio con la regina Tiy, la creazione di un lago, le sue cacce, le sue alleanze. Venivano donati ai sovrani alleati come oggetti di prestigio. Ne sono stati ritrovati 250 esemplari. Uno scarabeo poteva dunque portare una notizia, un po’ come una partecipazione che si conserva in un cassetto.
Uno scarabeo che si orienta con la Via Lattea

Gli Egizi legavano lo scarabeo al sole. Nel 2013 alcuni ricercatori hanno dimostrato che un parente stretto dello scarabeo sacro guarda davvero il cielo, ma di notte. Lo studio, condotto dall’Università del Witwatersrand di Johannesburg e dall’Università di Lund, in Svezia, è uscito sulla rivista Current Biology. Riguardava Scarabaeus satyrus, un altro stercorario che spinge la sua pallina in linea retta per allontanarsi dal mucchio di sterco.
Un cappuccio e un planetario
I ricercatori hanno messo ad alcuni insetti un minuscolo cappuccio, opaco o trasparente, e li hanno osservati all’aperto e sotto il cielo artificiale di un planetario. Il sito francese di divulgazione Futura Sciences ha riportato il tempo che impiegavano per raggiungere il bordo del dispositivo:
- con la Luna: 21 secondi;
- senza Luna, con le stelle: 40 secondi;
- senza Luna né stelle: 117 secondi;
- con un cappuccio opaco: 125 secondi in media;
- al planetario, con la sola Via Lattea visibile: 53 secondi.
In altre parole, la striscia pallida della nostra galassia basta a guidare l’insetto. Secondo lo studio pubblicato su Current Biology, è il primo caso documentato di un animale che si orienta grazie alla Via Lattea. Questo non conferma affatto il mito egizio. Però un coleottero che trova la strada leggendo il cielo notturno sembra quasi fargli eco.
Fatti e credenze: come distinguerli
Con lo scarabeo, osservazioni, fede antica e significati personali si mescolano in fretta. Ecco come tenerli separati:
- documentato: lo stercorario rotola davvero delle palline e depone l’uovo in una tana; gli Egizi lo hanno davvero associato a Khepri e al sole che sorge; gli amuleti, gli scarabei del cuore e la serie di Amenofi III esistono, e musei come il Louvre e il Museo Egizio di Torino ne conservano;
- credenza: l’idea che uno scarabeo protegga, faccia rinascere o porti fortuna. Era la fede degli antichi Egizi.
Oggi ciascuno può trovarci un’immagine che gli parla: un nuovo inizio, un periodo difficile che si chiude, un mattino dopo una lunga notte. È un significato che si sceglie di dargli, ed è già molto.
Regalare uno scarabeo: a chi è adatto
Con un passato così lungo, lo scarabeo è un regalo che ha qualcosa da raccontare. È particolarmente adatto:
- a chi apre un nuovo capitolo: un nuovo lavoro, un trasloco, una ripartenza dopo un momento difficile;
- a chi ama l’antico Egitto e non perde una mostra;
- a chi osserva volentieri insetti e natura;
- a chi preferisce i gioielli grafici, con un motivo deciso piuttosto che delicato.
Uno scarabeo nero e argentato
Tra le nostre spille a forma di scarabeo, il modello attuale gioca sul contrasto: una sagoma in acciaio color argento che disegna sei zampe e due antenne, grandi elementi grigio scuro a righe sottili e volumi neri lucidi. Si fissa con una chiusura magnetica. È uno scarabeo più grafico che egizio: il significato da dargli, sole del mattino o semplice amore per i begli insetti, lo scegli tu.
Sta bene sul revers di una giacca, su un cappotto o su una stola. Quanto al colore del capo: il nero richiama i suoi volumi lucidi, il grigio si intona alle parti rigate, l’écru fa risaltare la sagoma e il bordeaux crea un contrasto più caldo.
E lo scarabeo non è l’unico della sua famiglia: le spille insetto riuniscono altre piccole creature con una storia. Se l’argomento ti incuriosisce, scopri anche che cosa simboleggia la libellula e come l’ape è diventata un simbolo.
Scarabeo egizio: il significato in sintesi
La simbologia dello scarabeo nasce nell’antico Egitto, dove un insetto vero e proprio è diventato l’immagine del sole che rinasce. Ogni significato poggia su un’osservazione o su un oggetto preciso:
| Punto di partenza | Lettura egizia o moderna | Significato |
|---|---|---|
| Lo stercorario spinge una pallina davanti a sé | Khepri spinge il sole sopra l’orizzonte | Il sole che sorge |
| Il verbo kheper, «venire all’esistenza» | Khepri, «colui che viene all’esistenza» | Il divenire, la trasformazione |
| Una larva esce da una pallina sepolta | Immagine del rinnovamento e della resurrezione | La rinascita |
| Piccoli amuleti in steatite | Oggetto portato addosso, che fa anche da sigillo | Protezione, buona fortuna |
| Scarabei del cuore sulle mummie | Testo che doveva proteggere il cuore del defunto | Il passaggio nell’aldilà |
| Scarabeo del cuore a testa umana, Torino | Un guardiano posato sul cuore | Il viaggio dopo la morte |
| Stercorario guidato dalla Via Lattea (studio del 2013) | Scoperta scientifica | Un insetto che legge il cielo |
Una pallina, un sole, un mattino che ritorna: tutta la storia dello scarabeo sta in questo gesto ostinato.
Domande frequenti
Da dove viene la parola «scarabeo»?▾
Dal latino scarabaeus, a sua volta legato al greco kárabos.
Dove vive oggi lo scarabeo sacro?â–¾
Nell’area mediterranea, in quasi tutta l’Africa, in Asia Minore e in alcune zone del Sud America.
In quale città egizia si venerava Khepri?▾
Era venerato a Eliopoli, secondo l’edizione francese di Wikipedia.
Tutti gli scarabei sono stercorari?â–¾
Dipende da chi usa la parola. In senso lato, «scarabeo» indica un intero gruppo di coleotteri: gli stercorari, ma anche i maggiolini, le cetonie e gli scarabei rinoceronte. Alcuni autori la riservano ai soli stercorari.
Quanti generi conta la famiglia degli Scarabeidi?â–¾
Moltissimi. Al 23 giugno 2023 il Catalogue of Life ne elencava 2.590 nella sola famiglia Scarabaeidae, e ogni genere può comprendere più specie.

