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Libellula significato: vittoria, amore e leggende

Di Ma-Broche.fr· 7 ottobre 2026
Libellula significato: vittoria, amore e leggende

In Toscana la chiamano cavalocchio, in Giappone è l’insetto della vittoria, nel 1900 il pettorale a libellula di Lalique incanta l’Esposizione universale: scopri il significato della libellula, tra storia e leggende.

In italiano c’è un complimento delicato per chi balla bene: si dice che si muova «come una libellula». Grazia, leggerezza, eleganza. Eppure, in Toscana, lo stesso insetto porta anche un nome molto meno gentile, che fa pensare agli occhi e non alla danza. Come può un animaletto così leggero ispirare insieme ammirazione e timore?

Libellula significato, in breve

Qual è il significato della libellula? Dipende da dove la guardi. In Giappone è l’insetto della vittoria e porta fortuna. Nella mitologia germanica passa per la messaggera di Freyja, dea dell’amore. Per i Navajo simboleggia l’acqua pura. L’Europa cristiana, invece, ne ha fatto una creatura del diavolo.

Vittoria, amore, purezza o paura: seguiamola da una collina giapponese fino all’Esposizione universale di Parigi del 1900. Strada facendo terremo distinto ciò che è documentato (la biologia, la storia) da ciò che si racconta (leggende e credenze). Hanno tutti e due il loro fascino, purché non si confondano.

Un nome che viene dalla bilancia

Cominciamo dalla parola stessa. Secondo il vocabolario Treccani, «libellula» viene dal latino scientifico Libellula, diminutivo del latino libella, cioè «livella», che a sua volta è un diminutivo di libra, la «bilancia». La ragione è semplice: in volo, la libellula tiene le ali orizzontali, dritte come una livella.

Il primo a dare un nome scientifico a questi insetti è stato Linneo, che nel 1758 li riunì nel genere Libellula. La prossima volta che ne vedi una sospesa sopra l’acqua, guarda le sue ali: la spiegazione è lì, sotto i tuoi occhi.

Una vita tra l’acqua e il cielo

Libellula posata su una canna in riva a uno stagno, con le quattro ali trasparenti aperte e piatte
Due paia di ali indipendenti: il segreto del suo volo.

Prima delle leggende c’è l’animale. E l’animale, da solo, è già sorprendente.

Un asso del volo

La libellula appartiene all’ordine degli odonati. Ha due paia di ali membranose che funzionano in modo indipendente. Il risultato? Sa restare ferma a mezz’aria, volare all’indietro e raggiungere i 36 km/h nei momenti di massima velocità.

Anche i suoi occhi stupiscono. Ognuno è composto da moltissime faccette, e a questi si aggiungono tre piccoli occhi semplici, gli ocelli. Utile, per una cacciatrice: in ogni fase della sua vita la libellula è un predatore.

Un’infanzia sott’acqua

Quello che vediamo volare è solo il finale della storia. La libellula nasce in acqua sotto forma di larva: la naiade. Respira con le branchie e caccia con un’arma formidabile: la «maschera», un labbro inferiore che si distende di colpo per afferrare le prede.

Per crescere, la naiade compie dalle 9 alle 16 mute. Poi un giorno lascia l’acqua, e dalla larva esce l’adulto alato. A differenza della farfalla, non passa per la fase immobile della crisalide: la sua metamorfosi è graduale. Se ti incuriosisce il confronto, leggi il significato della farfalla: i due insetti non si trasformano affatto allo stesso modo.

Una vita divisa in due mondi, prima sott’acqua e poi nell’aria: forse è proprio questo che la rende così affascinante.

Una cugina gigante

La libellula ha anche parenti lontanissimi. Nel 1880, nelle miniere di Commentry, in Francia, vengono alla luce i fossili di un insetto simile a una libellula gigante. Charles Brongniart lo descrive nel 1885 con il nome di Meganeura monyi. Viveva nel Carbonifero, più di 300 milioni di anni fa, e la sua apertura alare poteva arrivare a 70 o 80 cm. Non è una libellula in senso stretto, piuttosto una cugina scomparsa. Ma che stazza!

In Giappone, l’insetto della vittoria

Libellule rosse in volo sopra risaie dorate in Giappone, ai piedi di colline boscose
In Giappone la libellula accompagna le risaie fin dall’antichità.

Se c’è un paese che ha fatto della libellula un emblema, è il Giappone. L’arcipelago conta circa 190 specie di libellule, e il legame tra questo insetto e gli uomini risale a tempi lontanissimi. L’entomologo Konishi Masayasu la racconta in «Le isole della libellula», un articolo uscito nel 2004 sulla rivista giapponese Nipponia, seguendo tre strade: i raccolti, gli antichi racconti del Nihon shoki e la vittoria dei guerrieri.

Libellule sulle campane di bronzo

Le più antiche raffigurazioni giapponesi di libellule decorano i dotaku, campane cerimoniali di bronzo del periodo Yayoi. Gli storici ci vedono preghiere per un buon raccolto: la libellula era considerata un’alleata delle risaie.

Akitsushima, le isole delle libellule

Nel 720 gli Annali del Giappone (il Nihon shoki) chiamano la libellula con il suo nome antico: akitsu. Vi si legge che Jimmu, primo imperatore del Giappone secondo la tradizione (la sua esistenza non è attestata), avrebbe contemplato il paese dall’alto di una collina dello Yamato, dichiarando che aveva «la forma di due akitsu accoppiati».

Gli stessi Annali raccontano un’altra scena, sotto l’imperatore Yūryaku. Durante una caccia, un tafano si posa sul braccio dell’imperatore. Una libellula sbuca dal nulla, afferra il tafano e se lo porta via. La pianura prende allora il nome di Akitsu-no, «la pianura della libellula». Da qui verrebbe Akitsushima, «le isole delle libellule», un antico nome del Giappone.

Un intero paese che ha portato il nome di un insetto: si capisce meglio quanto sia amata.

Kachi-mushi, l’insetto dei samurai

In Giappone la libellula è un kachi-mushi, un «insetto vittorioso» che porta fortuna. La si ritrova sugli elmi dei samurai, sugli stemmi di famiglia e su ogni genere di oggetto.

Perché proprio lei? Il Metropolitan Museum di New York, che conserva un elmo da samurai decorato con una libellula, spiega il motivo: vola dritta verso la preda, senza mai deviare. Per un guerriero, difficile trovare un modello migliore.

I bambini, invece, la amano per altre ragioni. In Giappone si dà la caccia alle libellule da secoli: un’enciclopedia illustrata dell’inizio del Settecento ne descrive già il metodo.

Dal cavalocchio alle frecce del diavolo

Torniamo in Italia, e a quel nome poco gentile dell’inizio. In Toscana la libellula si chiama anche cavalocchio, parola che il Treccani fa derivare da «cavare l’occhio». Un nome che la dice lunga sulla diffidenza che questo insetto ha suscitato in Europa.

Eppure la storia europea era cominciata bene. Nella mitologia germanica le libellule sono associate a Freyja, dea dell’amore, di cui sarebbero le messaggere. Poi il cristianesimo si diffonde e la libellula finisce dalla parte del diavolo. L’inglese ne conserva traccia nel nome, dragonfly, la «mosca drago». E in francese i soprannomi si fanno inquietanti:

  • «frecce del diavolo» e «aghi di Satana»;
  • «cavaocchi» e «succhiasangue»;
  • «pungiserpenti».

Il cavalocchio toscano e il «cavaocchi» francese si somigliano parecchio. Quasi tutti questi nomi poggiano sulla stessa credenza: si pensava che la libellula avesse un pungiglione.

Per fortuna la tenerezza non è sparita del tutto. Nella Savoia francese la chiamavano «farfalla d’amore», e circolava persino un detto: se porti a casa una libellula e muore prima di arrivare, è un cattivo presagio per i tuoi amori. Nei racconti europei, tenerezza e paura convivono.

Navajo, Zuni e Hopi: l’acqua pura

Dall’altra parte dell’Atlantico la libellula ha un posto tutto suo. Meglio non generalizzare: ogni popolo ha le sue tradizioni. Per i Navajo simboleggia l’acqua pura, una scelta che parla da sé per un insetto nato in acqua.

È anche un motivo frequente, spesso stilizzato in una croce a doppia barra, sulle ceramiche zuni, nell’arte rupestre hopi e sulle collane pueblo. Su una ciotola hopi di Sikyátki, in Arizona, datata tra il 1400 e il 1625 circa, compare proprio una libellula.

Libellula blu: cosa significa?

Libellula con l’addome blu acceso posata su una foglia sopra uno stagno
Il blu è soprattutto il colore dei maschi adulti.

In riva all’acqua è spesso una libellula blu ad attirare lo sguardo. Prima di qualsiasi interpretazione, vediamo chi porta questo blu. In Europa puoi incontrarne diverse specie:

  • l’Anax imperator, la libellula imperatore, una delle più grandi d’Europa: torace verde e, nel maschio adulto, addome blu segnato sul dorso da una banda nera, mentre la femmina è verde. Il maschio pattuglia per ore il suo specchio d’acqua e ne scaccia le altre libellule della sua famiglia;
  • l’Orthetrum cancellatum: da giovane il maschio è giallo a strisce nere, da adulto il suo addome si copre di una pruina blu;
  • il Coenagrion puella, uno zigottero: il maschio ha l’addome azzurro chiaro segnato di nero, la femmina è verdastra.

Noti il punto in comune? In queste tre specie il blu è soprattutto il colore dei maschi adulti.

Ti piace quel blu? Una delle nostre spille a forma di libellula gioca con ali nere, grigie e azzurro pallido, come un omaggio a questi maschi vestiti di blu.

Lalique e la libellula diventata gioiello

Gioiello a forma di libellula ispirato all’Art Nouveau, con ali smaltate verdi e blu, posato su velluto scuro
Intorno al 1900 la libellula diventa una star dell’Art Nouveau.

Torniamo in Giappone un’ultima volta, con una deviazione inattesa. René Lalique (1860-1945), maestro vetraio e gioielliere, è tra i più importanti creatori di gioielli dell’Art Nouveau francese. Un dettaglio importante: aveva scoperto l’arte giapponese alle Esposizioni universali del 1867 e del 1878.

Lalique trova ispirazione nella fauna e nella flora, insetti compresi. E non esita a usare materiali allora poco comuni in gioielleria: il vetro, lo smalto, il corno, la madreperla. Il suo pettorale a libellula, creato tra il 1897 e il 1898, è molto ammirato all’Esposizione universale del 1900. Calouste Gulbenkian, cliente e amico dell’artista, lo acquista e poi lo presta a Sarah Bernhardt. Oggi i gioielli di Lalique sono esposti al Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona.

Dopo il 1920 Lalique si dedica all’Art Déco e i suoi gioielli finiscono nel dimenticatoio. Bisogna aspettare una mostra al Museo delle Arti decorative di Parigi, nel 1991, perché tornino in auge. La sua parabola è raccontata nella voce di Wikipedia dedicata a René Lalique.

Gli insetti non hanno smesso di ispirare i gioielli: farfalle, api e libellule si ritrovano ancora oggi tra le nostre spille a forma di insetto.

Regalare e indossare una libellula

Una libellula non dice la stessa cosa a tutti. Lasciati ispirare dalle tradizioni per scegliere l’occasione, o la persona, giusta:

  • un esame, un concorso o una sfida vinta, come omaggio al kachi-mushi giapponese, l’insetto vittorioso;
  • una dichiarazione o l’anniversario di un incontro, in ricordo delle messaggere di Freyja e della «farfalla d’amore» della Savoia;
  • un nuovo inizio, per chi spicca il volo, come la naiade che lascia l’acqua;
  • chi ama la natura, gli stagni e le passeggiate in riva all’acqua;
  • un’appassionata o un appassionato di Art Nouveau o di cultura giapponese.

L’essenziale è legare la libellula a quello che sta vivendo chi la riceve. Sul biglietto bastano poche parole: «Dritto all’obiettivo, come una libellula. Complimenti!», «Una piccola messaggera d’amore», oppure «Per un nuovo volo». Per altre idee, ecco come scegliere una spilla da regalare.

Da Ma Broche le libellule sono bigiotteria in acciaio color argento, con ali grigie e azzurro pallido, ali color rame o ali multicolori, e una chiusura magnetica: una piccola placca si posiziona dietro il tessuto. Sul bavero di una giacca, su un cappotto o su un foulard, portano un tocco di natura e di leggerezza. Per scegliere la tua, sfoglia la nostra selezione di libellule. Preferisci ali più colorate? Ci sono anche le spille a forma di farfalla.

In sintesi

Il significato della libellula cambia con i luoghi: vittoria e fortuna in Giappone, amore nella mitologia germanica e in Savoia, acqua pura per i Navajo, paura nell’Europa cristiana, grazia e leggerezza nella lingua italiana. Ecco i suoi volti principali:

Luogo o epocaCosa rappresenta la libellula
Giappone, periodo YayoiUna preghiera per un buon raccolto, sulle campane dotaku
Giappone, Annali del 720Akitsu, la forma del paese; Akitsushima, antico nome del Giappone
Giappone, samuraiKachi-mushi, insetto vittorioso e portafortuna
Mitologia germanicaMessaggera di Freyja, dea dell’amore
Europa cristianaInsetto «del diavolo», soprannomi inquietanti
ToscanaCavalocchio, da «cavare l’occhio»
Savoia«Farfalla d’amore»
NavajoL’acqua pura
Lingua italianaGrazia e leggerezza: «muoversi come una libellula»
Art Nouveau, intorno al 1900Il pettorale a libellula di René Lalique
Libellula bluColore soprattutto dei maschi adulti

Domande frequenti

Le libellule pungono?▾

No. Le libellule non pungono e non sono pericolose per le persone. I vecchi soprannomi come «aghi di Satana» o «cavaocchi» vengono da una credenza sbagliata: si attribuiva loro un pungiglione che non hanno.

Che differenza c’è tra zigotteri e anisotteri?▾

Sono i due grandi gruppi di libellule. Gli zigotteri hanno quattro ali della stessa lunghezza, che a riposo tengono richiuse. Gli anisotteri, le libellule in senso stretto, hanno ali diseguali, che a riposo restano aperte e piatte.

Vedere libellule vicino a uno stagno è un buon segno?▾

Le libellule sono buoni bioindicatori della qualità degli ambienti acquatici. Le loro larve vivono sott’acqua da due mesi a cinque anni a seconda della specie, molto più a lungo di quanto voli l’adulto. La loro presenza può quindi dare indicazioni sulla qualità dell’acqua dello stagno.

Che cos’è «Aka-tombo»?▾

«Aka-tombo», «La libellula rossa», è una canzone giapponese per bambini scritta nel 1921. Si canta ancora oggi.

La libellula ha un significato spirituale?▾

Le tradizioni documentate le danno significati precisi: la vittoria in Giappone, l’amore nella mitologia germanica, l’acqua pura per i Navajo. I significati spirituali che si leggono online vanno oltre queste fonti: sono interpretazioni personali, libere ma non tramandate da una tradizione antica.

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