🚚 Spedizione gratuita da 69 € · Consegna rapida in Italia e in Europa
Ma Broche
Consigli e ispirazioni

Significato della civetta: saggia, sinistra o seduttrice?

Di Ma-Broche.fr· 18 ottobre 2026
Significato della civetta: saggia, sinistra o seduttrice?

Inchini, battiti d'ali, ammiccamenti: così la civetta attirava gli uccellini nei capanni italiani. Da lì viene anche la donna civetta. Poi la saggezza di Atena, il malaugurio, il portafortuna: ecco tutto quello che rappresenta.

Crespina, vicino a Pisa, il 29 settembre. Per tradizione, al mercato del paese si vendevano civette: piccoli rapaci presi dal nido e cresciuti dall'uomo. Chi le comprava pensava ai capanni di caccia. Lì la civetta faceva il suo lavoro: battiti d'ali, inchini, ammiccamenti. Gli uccellini si avvicinavano per attaccarla, ed era proprio quello che il cacciatore aspettava.

Qual è il significato della civetta? Non ce n'è uno solo: dipende da chi racconta la storia. Nell'antica Grecia è l'uccello di Atena e il simbolo della saggezza e della conoscenza. Nella tradizione popolare porta sfortuna, e a Roma il suo verso notturno annunciava la morte. In Giappone l'allocco è un messaggero degli dei, il barbagianni un demone. In italiano, poi, la civetta è diventata perfino una donna che ama farsi corteggiare. Dietro letture così diverse c'è un fatto semplice: la civetta è attiva e caccia anche di notte.

Seguiamola, dal capanno toscano fino ad Atene, nella notte romana e infine sul bavero di un cappotto.

La civetta del capanno: richiamo, inganno e seduzione

Il mercato di Crespina non era una stranezza locale. Secondo la voce di Wikipedia sulla civetta, la caccia da capanno con i rapaci notturni, soprattutto gli allocchi, fu praticata in Italia dal 350 a.C. fino al XX secolo. Serviva soprattutto a catturare le allodole.

Il trucco sfruttava un istinto. Molti uccelli, quando vedono un rapace notturno di giorno, reagiscono con aggressività e cercano di scacciarlo: è il cosiddetto mobbing. La civetta faceva da richiamo, e bastava che si facesse notare.

Si faceva notare benissimo. Per attirare i piccoli passeriformi batteva le ali in un modo particolare, si inchinava, ammiccava. Da questi gesti nasce un altro significato della parola, che conosci di sicuro: in italiano una civetta è anche una donna che ama farsi corteggiare.

Il commercio è durato a lungo: è stato vietato ufficialmente solo nel 1992. E la protagonista di questa storia porta un nome illustre, Athene noctua. Nell'antica Grecia la civetta era sacra alla dea Atena, e il nome del genere viene proprio da lì.

Ma prima di diventare un simbolo, o un richiamo, la civetta è una cacciatrice. E il suo corpo spiega quasi tutto quello che è venuto dopo.

Gufo o civetta? Un corpo costruito per la notte

Prima, una precisazione sui nomi. In francese la regola è netta: lo hibou ha in testa due ciuffi di piume che sembrano orecchie, la chouette no. Anche in italiano i ciuffi aiutano a orientarsi: li porta per esempio il gufo reale, del genere Bubo, mentre la civetta ne è priva. È però una distinzione dell'uso comune, non della scienza. Per gli zoologi gufi e civette appartengono allo stesso ordine, quello degli Strigiformi, i rapaci notturni.

Civetta vista di fronte, senza ciuffi, con grandi occhi gialli, posata di notte su un ramo coperto di muschio sotto un cielo stellato
Sveglia mentre noi dormiamo.

Se la civetta incuriosisce fin dall'antichità, è prima di tutto perché vive di notte, nelle ore in cui dormiamo. Questi rapaci sono soprattutto notturni, e tutto il loro corpo sembra fatto per il buio.

Occhi che raccolgono la luce

La civetta ha grandi occhi rivolti in avanti, come i nostri. Lasciano entrare da due a tre volte più luce dell'occhio umano. Però sono fissi: incastonati in un anello osseo, non si muovono nelle orbite.

Una testa che gira di 270 gradi

Per guardare altrove, quindi, la civetta gira tutta la testa. Il suo collo ha quattordici vertebre, il doppio delle nostre: così può ruotare la testa di 270 gradi.

Un udito fine e un volo muto

La civetta ha un udito fine, utile per localizzare le prede. In alcune piccole civette le orecchie sono collocate in modo asimmetrico, una più in alto dell'altra: questa disposizione permette di localizzare la preda con grande precisione.

E poi c'è il volo. Sul bordo anteriore delle ali c'è una frangia di piume rigide, fitte come i denti di un pettine, che attenua il fruscio dell'aria e rende il volo molto silenzioso. Così si avvicina alle prede quasi senza farsi sentire.

Vedere al buio, sentire l'invisibile, arrivare quasi senza un suono: si capisce perché gli uomini ne abbiano fatto, a seconda delle epoche, una figura di saggezza o una minaccia.

Dalla civetta di Atena alla nottola di Minerva

Vaso in terracotta dipinto: piccola civetta sulla spalla di una donna vista di spalle, con colonne, creazione originale
La civetta, uccello di Atena.

La civetta più famosa della storia è piccola, ed è proprio quella dei capanni. Nell'antichità è l'attributo di Atena, dea della sapienza, che ne porta una sulla spalla.

Monete con la civetta

Atene sembra aver scelto la civetta per affermare la sua fedeltà alla dea protettrice. Dopo il 510 a.C. l'uccello diventa comune sulle sue monete. Il tetradramma ateniese era chiamato glaux, «piccola civetta», e nella vita di tutti i giorni le dracme erano dette semplicemente glaukes, «le civette». Un esemplare oggi conservato in un museo fu coniato tra il 480 e il 420 a.C. circa.

Da qui nasce un'immagine che attraversa i secoli: la civetta diventa il simbolo della conoscenza, della perspicacia e dell'erudizione. Condivide questa fama con un gigante di tutt'altro genere: lo trovi nell'articolo sul significato dell'elefante.

Minerva, Hegel e la nottola

I Romani riprendono il simbolo: anche Minerva, l'equivalente romana di Atena, ha la sua civetta. Molto più tardi, nel 1820, il filosofo Hegel la evoca nella prefazione dei suoi Lineamenti di filosofia del diritto. Nella versione italiana riportata dalla voce Civetta di Atena, la frase suona così: «la nottola di Minerva inizia il suo volo soltanto sul far del crepuscolo». Per Hegel la civetta è la filosofia stessa.

Molto prima di lui, nel Medioevo, era già la figura dello studioso e del sapere, di chi medita in disparte. Ancora oggi compare negli stemmi di molte scuole e università.

Porta sfortuna? Il volto notturno della civetta

Civetta posata di notte su un tetto di tegole sopra un vicolo di pietra deserto, illuminato da lanterne, sotto una falce di luna
Un verso dal tetto, e la voglia di sapere che cosa significa.

Eppure la stessa notte che le regala la saggezza le procura anche una cattiva fama. Chi vede al buio può anche aggirarsi nel buio. Come tanti altri animali notturni, nella tradizione popolare la civetta porta sfortuna.

Roma: un verso sul tetto

Nell'antica Roma la civetta che canta appollaiata su un tetto annunciava una morte vicina, e il verso del gufo non prometteva niente di meglio. I rapaci notturni volano di notte e nidificano in luoghi difficili da raggiungere: non serve altro per farne un simbolo di morte.

Medioevo: inchiodata alla porta

Nel Medioevo la civetta passa per astuta e ingannatrice. Il motivo è semplice: caccia di notte, quando le sue prede sono quasi cieche, mentre lei ci vede benissimo. Per scongiurare la cattiva sorte si arriva a inchiodarla alla porta di casa. Lo stesso Medioevo ne fa una creatura della morte e l'incarnazione del male, ma continua a vedere in lei la figura del sapiente.

Nel resto del mondo

  • Nell'antico Egitto il gufo evoca il freddo, la notte e la morte.
  • Presso gli Aztechi la civetta è il simbolo del dio degli inferi.
  • In Cina i rapaci notturni sono associati al fulmine.
  • In Giappone tutto dipende dalla specie: i barbagianni sono demoniaci, gli allocchi sono messaggeri degli dei.

Il Giappone riassume bene la storia: due uccelli della stessa notte, uno temuto, l'altro atteso. E l'Italia ha il suo paradosso: la civetta che porta sfortuna è ancora oggi raffigurata, in ricordo di Atena, su molti portafortuna.

Significato spirituale della civetta: cosa è documentato e cosa si crede

Tela su un cavalletto di legno: due gufi con i ciuffi e occhi color ambra sotto un fogliame scuro, dipinto originale
Baudelaire ci vide una lezione di pazienza.

Spesso la domanda nasce da un momento preciso: una sagoma al tramonto, un verso sotto la finestra, e la voglia di sapere se «vuol dire» qualcosa.

Conviene separare due cose:

  • ciò che è documentato: la civetta caccia di notte, vede con poca luce, sente la preda e vola quasi senza rumore. Se è lì, con ogni probabilità sta cacciando;
  • ciò che appartiene alla credenza: secondo la tradizione che ascolti, la stessa civetta evoca la saggezza (Atene), una disgrazia (Roma, il Medioevo, la tradizione popolare) o un messaggio degli dei (l'allocco in Giappone).

La civetta non ha quindi un unico significato spirituale. Nessuna fonte stabilisce quale lettura sia quella giusta. Queste letture dicono più su ciò che ogni epoca ammirava o temeva che sulla civetta stessa. Se una civetta ti fa pensare alla calma, all'attenzione o al saper prendere le distanze, quella lettura è tua.

Per il poeta francese Baudelaire, gufi e civette erano dei maestri. In «Les Hiboux», una poesia dei Fiori del male, i suoi uccelli stanno immobili sotto i tassi neri, come divinità straniere, con l'occhio rosso acceso, assorti nei loro pensieri. Il loro atteggiamento, conclude, insegna al saggio a temere in questo mondo le tumulte et le mouvement: il tumulto e il movimento. Il rapace notturno come maestro di pazienza.

Regalare una civetta o un gufo: a chi e con quali parole

A chi pensare

Con queste storie in testa, il simbolo della civetta può accompagnare molte persone e occasioni:

  • una laurea, un esame, l'inizio della scuola, pensando alla civetta degli stemmi universitari;
  • un'insegnante, una bibliotecaria, una grande lettrice, perché è l'uccello della conoscenza;
  • un'amica nottambula, che vede chiaro quando gli altri dormono;
  • una persona calma, che si prende il tempo di riflettere, come i gufi di Baudelaire;
  • chi ama la natura e il birdwatching.

Due parole per il biglietto

  • «Per chi vede chiaro, anche di notte.»
  • «Che la civetta di Atena vegli su ogni esame.»
  • «Un po' di saggezza da appuntare sul cappotto.»

Il gufo in spilla

Nel nostro negozio ti aspetta un gufo, e somiglia poco all'uccello inquietante delle leggende. Fa parte delle nostre spille di bigiotteria e se ne sta su un ramo rosso con quattro fiori. Testa marrone talpa, grandi occhi color crema cerchiati color oro, ali marroni a pois crema, pancia tutta fiorita: ha più della fiaba che della notte. Un fiocco rosso a pois verdi completa il quadro. È in smalto su acciaio color oro e si fissa con una chiusura magnetica.

Su un cappotto blu navy, un cardigan écru o una giacca color cammello i suoi colori risaltano bene. Lo trovi nella nostra selezione di spille gufo. E se ami gli uccelli in generale, ne scopri altri tra le spille a forma di uccello.

La civetta in sintesi

Un solo uccello, e significati che tirano in direzioni opposte:

Tradizione o fonteRacconto o figuraChe cosa rappresenta la civetta
Caccia in ItaliaIl richiamo del capanno, la donna civettaL'inganno, la seduzione
Scienza (Strigiformi)Occhi, udito, volo silenziosoUna cacciatrice della notte
Antica GreciaLa civetta di Atena, le «civette» di AteneLa saggezza, la conoscenza
RomaLa civetta di Minerva, il verso sul tettoLa saggezza, ma anche la morte annunciata
MedioevoL'uccello inchiodato alla porta, lo studiosoLa cattiva sorte, e il sapere
Tradizione popolareL'animale notturno, i portafortunaLa sfortuna, e insieme la buona sorte
Antico EgittoIl gufoIl freddo, la notte, la morte
AztechiIl dio degli inferiIl mondo dei morti
GiapponeIl barbagianni e l'alloccoUn demone, o un messaggero degli dei
Hegel (1820)La nottola di MinervaLa filosofia
Baudelaire«Les Hiboux»La pazienza del saggio

Domande frequenti

Le civette vedono i colori?▾

Probabilmente no: i colori sarebbero per loro solo sfumature di grigio. La loro forza è altrove, nella quantità di luce che i loro occhi riescono a raccogliere.

Quante specie di rapaci notturni esistono?▾

Gufi e civette formano l'ordine degli Strigiformi, diviso in due famiglie. Il numero di specie varia secondo la classificazione seguita: la Wikipedia in francese, consultata il 18 ottobre 2026, ne conta 254 viventi, quella in italiano circa 243.

Che legame c'è tra la civetta e la scrittura egizia?▾

Il barbagianni presta il suo profilo a un geroglifico: quello che si legge m.

Che cosa vuol dire strix?▾

In latino strix indica la civetta e striga la strega. I Romani accusavano gli uccelli notturni di succhiare il sangue dei bambini: da qui nasce il mito delle strigi.

Dove vive la civetta in Italia?▾

In gran parte del Paese: è un uccello molto comune, diffuso in quasi tutta la penisola tranne che sulle Alpi.

Codice promozionale MB10: 10% di sconto sul tuo ordine