Significato della margherita: innocenza, amore e perla

Una regina e una pizza, un fiore da sfogliare, un nome che voleva dire perla: scopri il significato della margherita, dall’innocenza al «ci penserò».
Giugno 1889. Alla Reggia di Capodimonte, a Napoli, la regina d’Italia, Margherita di Savoia, fa chiamare un pizzaiolo: Raffaele Esposito, della Pizzeria Brandi. Così racconta la tradizione: da quella visita prenderebbe il nome la pizza margherita, con i colori della bandiera italiana. In Italia, prima ancora che un fiore da sfogliare, la margherita è un nome di regina.
E il fiore? Qual è il significato della margherita? Nel libro Le Langage des fleurs di Charlotte de La Tour, pubblicato in Francia nel 1819, la piccola margherita simboleggia l’innocenza, mentre la margherita dei prati risponde «ci penserò»: una promessa che non è ancora una promessa. Aggiungi il gioco del «m’ama, non m’ama» e hai il fiore dell’amore che esita. Il suo nome, invece, viene dal latino margarita, «perla».
Lungo la strada terremo distinto ciò che è documentato (la botanica, la storia delle parole) da ciò che è raccontato (il linguaggio dei fiori, le tradizioni). Sono belle tutte e due, basta non confonderle.
La pizza della regina: una margherita tutta italiana
Torniamo a Capodimonte. Secondo il racconto più diffuso, Raffaele Esposito prepara per la regina una pizza con i colori della bandiera e la dedica a lei. È una bella storia, ma va presa con le pinze. La pagina di Wikipedia dedicata alla pizza Margherita ricorda che sull’autenticità del documento firmato da Camillo Grandi, che dovrebbe provare la visita, «sono stati sollevati numerosi dubbi».
C’è anche un’altra spiegazione, più modesta e quasi più poetica. Il nome potrebbe venire dal modo tradizionale di disporre le fette di mozzarella sulla pizza: a raggiera, come i petali di una margherita.
Per la regina o per la mozzarella, le due spiegazioni restano diverse; una cosa però è sicura: il fiore bianco e giallo dei prati è entrato nella vita di tutti i giorni, fino in tavola. Ma che cosa si nasconde, esattamente, dentro una margherita?
Un fiore che ne nasconde decine

Prima sorpresa: la margherita non è davvero un fiore. O meglio, ne riunisce decine.
Il segreto del capolino
La margherita dei prati si chiama Leucanthemum vulgare e appartiene alla famiglia delle Asteracee. Quello che chiamiamo fiore è in realtà un capolino: un mazzetto fitto di tanti piccoli fiori. È fatto di due parti:
- sul bordo, i fiori bianchi a forma di linguetta, che tutti chiamano petali;
- al centro, i fiori gialli, minuscoli e stretti l’uno contro l’altro.
In altre parole, quando sfogli una margherita non stai strappando petali: stai togliendo, uno alla volta, piccoli fiori. La scheda di Wikipedia sul Leucanthemum vulgare descrive bene questa struttura.
Un fiore di prati e di bordi di strada
La margherita comune è una pianta perenne. Cresce nei prati, ai bordi delle strade e nei boschi radi, ed è molto comune in tutta Europa. Ne avrai incrociate centinaia lungo una strada di campagna, senza farci caso.




Margherita o pratolina?
Sui prati all’inglese e nei giardini cresce una cugina più piccola: la pratolina, Bellis perennis, che in italiano si chiama anche margheritina. Ha lo stesso segreto: un cuore di fiorellini gialli circondato da una corona bianca.
Ha però un’abitudine tutta sua, come racconta la pagina di Wikipedia sulla Bellis perennis: di notte chiude i suoi fiori bianchi e li riapre al mattino. Tienila a mente, perché è proprio questa piccola margherita a portare il significato più tenero di tutti, come vedrai fra poco.
Questo fiore rotondo con la sua corona di petali lo ritrovi anche su diverse nostre spille a fiore. Ma prima del gioiello c’era una perla.
Margherita, cioè «perla»
Prima di essere un fiore, la margherita era una perla.
La parola viene dal latino margarita, «perla», a sua volta dal greco margarítês. In francese antico il termine indica prima di tutto la perla: la forma «margerie» è attestata verso il 1130-1140. Il significato di fiore arriva più tardi, nel XIII secolo, nel racconto Aucassin et Nicolette, dove la parola indica… la pratolina.
La perla di un tempo non è scomparsa del tutto. Si nasconde in un modo di dire che conosci bene: «gettare le perle ai porci». Viene dal Vangelo di Matteo, e nella versione latina compare proprio la parola margaritas.
Guarda una margherita con questi occhi: un cuore giallo sole, una corona bianca perfettamente rotonda. L’accostamento tra la perla e il fiore viene quasi da sé. I poeti se ne sono accorti: nel 1364 il francese Guillaume de Machaut le dedica un poema intero, Le Dit de la marguerite.
Il significato della margherita nel linguaggio dei fiori

Nell’Ottocento i mazzi di fiori parlano. Nel 1819 esce in Francia Le Langage des fleurs di Charlotte de La Tour, una raccolta che assegna un messaggio a ogni fiore. Alla margherita ne attribuisce più d’uno, a seconda della varietà. Ricorda che sono convenzioni fissate da un libro, non verità sulla pianta. Per capire come è nato questo codice, leggi la nostra piccola guida al linguaggio dei fiori.
La piccola margherita, fiore dell’innocenza
Secondo Charlotte de La Tour, la piccola margherita, cioè la pratolina, simboleggia l’innocenza. Per spiegarlo cita Ossian, un ciclo di poemi scozzesi del Settecento. Nei poemi, Malvina piange Oscar e il figlio di lui, morto prima di nascere. Le fanciulle di Morven consacrano allora la piccola margherita «alla prima infanzia». Diventa «il fiore dell’innocenza, il fiore del neonato».
È una leggenda letteraria, non una credenza antica. Ma regala al piccolo fiore bianco un senso dolcissimo: quello di una vita che comincia.
La margherita dei prati: «Ci penserò»
La grande margherita dei prati porta un messaggio più misterioso: «J’y songerai», cioè «ci penserò». Lo stesso libro racconta che al tempo dei cavalieri una dama che si mostrava incoronata di margherite bianche rispondeva così, «ci penserò», al cavaliere che chiedeva di servirla.
Né sì né no. Il cavaliere poteva sperare, senza dare nulla per scontato. È la stessa suspense del gioco dei petali: la margherita è davvero il fiore dell’amore che esita.
«M’ama, non m’ama»: il gioco dei petali

In Italia la formula è breve e spietata: «m’ama, non m’ama». La pagina di Wikipedia sul Leucanthemum vulgare lega proprio la margherita comune a questo gioco. Un petalo, una risposta; l’ultimo decide.
In Francia la formula è più lunga: «Il m’aime, un peu, beaucoup, passionnément, à la folie, pas du tout», cioè «mi ama, un po’, molto, appassionatamente, alla follia, per niente». Alcune versioni aggiungono perfino «più di ogni cosa». Lì le risposte possibili sono sei, e il cuore ha qualche sfumatura in più fra il sì e il no.
Si gioca in diversi paesi, con la margherita come con la pratolina. È arrivato perfino a teatro: lo si vede nel balletto Giselle di Jean Coralli e Jules Perrot, andato in scena per la prima volta a Parigi nel 1841. Anche Victor Hugo lo ricorda nei Miserabili.
E da dove viene? Mistero. Le fonti che abbiamo consultato non ne indicano né l’origine né l’età. Resta quello che è: una piccola domanda fatta a un fiore, in un giorno d’estate.
Re e regine di Francia sotto il segno della margherita

La regina Margherita di Savoia non è stata la prima sovrana a far incontrare un nome e un fiore. Già alle corti di Francia, secoli prima, nome e fiore si erano incontrati.
L’anello di San Luigi
Nel 1234 il re Luigi IX, San Luigi, sposa Margherita di Provenza. Secondo Charlotte de La Tour, il re portava un anello ornato di una ghirlanda di gigli e margherite, con un crocifisso e questo motto: «Hors cet anel pourrions-nous trouver amour?», cioè «fuori da questo anello potremmo trovare amore?». L’anello univa così, racconta lei, la fede, la Francia e la regina.
È una tradizione riferita da un libro dell’Ottocento, non un pezzo d’archivio. Ma l’idea commuove: portare al dito il fiore che ha il nome della propria regina.
La Margherita delle Margherite
Quasi tre secoli dopo, Margherita d’Angoulême (1492-1549), sorella di Francesco I e regina di Navarra, si afferma come donna di lettere. La chiamano «la Margherita delle Margherite». La sua raccolta, pubblicata nel 1547, si intitola Les Marguerites de la Marguerite des princesses. Perla, fiore o principessa: il titolo gioca con tutti e tre.
La margherita ha un significato spirituale?
Molte persone cercano il «significato spirituale» della margherita. Nelle fonti che abbiamo consultato, nessuna tradizione antica le attribuisce un messaggio spirituale preciso.
Troviamo invece l’innocenza e l’infanzia che le attribuisce il linguaggio dei fiori dell’Ottocento, e l’attesa amorosa del «ci penserò». Se la margherita ti ispira qualcos’altro, è una lettura personale, e ti appartiene.
Regalare e indossare una margherita
Con tutti questi significati, la margherita si adatta a momenti molto diversi:
- una nascita, in ricordo del «fiore del neonato»;
- una dichiarazione timida, o una risposta che lascia la porta aperta: «ci penserò»;
- un’amica o una nonna che si chiama Margherita e porta già il fiore nel nome;
- chi ama i prati e i fiori di campo.
L’importante è legare il fiore a quello che la persona sta vivendo. Bastano poche parole sul biglietto:
- «Benvenuta al mondo, piccolo fiore.»
- «Ci ho pensato: molto, alla follia.»
- «Una margherita per la mia Margherita.»
Se cerchi un messaggio più deciso, abbinala a un altro fiore e scopri che cosa dicono la rosa rossa e la rosa bianca. Per scegliere il regalo giusto, ti aiuta anche la nostra guida su come scegliere una spilla da regalare.
Una margherita da appuntare
Una margherita in spilla non appassisce e si porta in ogni stagione. Da Ma Broche le nostre margherite sono bigiotteria che reinterpreta il fiore in più modi:
- petali smaltati multicolori, impreziositi da strass, su una montatura color oro;
- una margherita nera a dodici petali, con il cuore color crema in rilievo e due foglie verdi;
- due margherite sovrapposte in acciaio color argento, con petali crema, grigi e neri;
- una margherita nera e una bianca riunite in un medaglione traforato.
Tutte si fissano con una chiusura magnetica. Appuntane una sul rever di una giacca, su un maglione o su un foulard: il bianco e nero accompagna un look sobrio, la versione multicolore ravviva un cappotto in tinta unita. Per scegliere la tua, sfoglia la nostra selezione di fiori da indossare.
Vuoi comporre un piccolo mazzo? Aggiungi una spilla a forma di papavero: anche questo fiore di campo ha la sua storia, raccontata nel nostro articolo sul significato del papavero.
In sintesi
Nel linguaggio dei fiori dell’Ottocento la margherita simboleggia l’innocenza e l’amore che esita, e il suo nome voleva dire prima di tutto «perla». La tabella separa i fatti (botanica, origine del nome), le convenzioni della raccolta del 1819 e le tradizioni riferite:
| Ambito o fonte | Che cosa rappresenta la margherita |
|---|---|
| Botanica | Un capolino: fiori gialli al centro, fiori bianchi tutt’intorno |
| Origine del nome | Dal latino margarita, «perla»; senso di fiore attestato in francese nel XIII secolo |
| Piccola margherita (Charlotte de La Tour, 1819) | L’innocenza, «il fiore del neonato» |
| Margherita dei prati (1819) | «Ci penserò» |
| M’ama, non m’ama | L’amore incerto; origine sconosciuta |
| Pizza margherita (tradizione, 1889) | Dedicata alla regina Margherita di Savoia; documento discusso |
| San Luigi (tradizione riferita) | Anello di gigli e margherite, per Margherita di Provenza |
| Margherita d’Angoulême | «La Margherita delle Margherite», raccolta del 1547 |
| Senso spirituale | Nessuna tradizione antica documentata |
Domande frequenti
Perché in inglese la margherita si chiama daisy?▾
«Daisy» viene dall’inglese antico dæges eage, «occhio del giorno», perché il fiore si apre al mattino e si chiude la sera. Chaucer la chiamava già «eye of the day». In inglese Daisy è anche il diminutivo di Margaret, proprio perché «marguerite» è il nome francese del fiore.
Che cosa significa la margherita doppia?▾
Sempre secondo Le Langage des fleurs di Charlotte de La Tour (1819), la margherita doppia risponde «condivido i tuoi sentimenti». Dopo il «ci penserò» della margherita dei prati, il dubbio è sciolto: è il fiore dell’amore ricambiato.
Che cosa significa la «reine-marguerite»?▾
In francese la «reine-marguerite» (letteralmente «regina margherita») è un’altra pianta, venuta dalla Cina. Charlotte de La Tour (1819) le dà il significato di varietà. In Francia è arrivata grazie al padre d’Incarville, un missionario che ne mandò i semi al Giardino del Re verso il 1730.
La margherita è un fiore nazionale?▾
Sì, in Danimarca: nel 1987 ha sostituito il trifoglio rosso come fiore nazionale, e la regina Margrethe II è chiamata «Daisy» dai suoi cari. La Francia non ha un fiore nazionale ufficiale; a volte si associano il fiordaliso, la margherita e il papavero ai tre colori della bandiera francese.
Marguerite era un nome diffuso in Francia?▾
In Francia, dal Medioevo al Settecento, Marguerite è stato uno dei nomi femminili più diffusi. Santa Margherita di Antiochia è la patrona delle partorienti: un altro legame con la nascita, come il «fiore del neonato» di Ossian.
