Come pulire la bigiotteria senza rovinarla

Panno morbido e asciutto, niente acqua, riporre in piano: come pulire la bigiotteria con delicatezza e che cosa rovina davvero acciaio, strass, smalto e resina.
Fuori ha piovuto per tutta la sera. Rientri dalla cena con le amiche, appendi il cappotto di lana ancora umido e guardi la spilla sul bavero: qualche goccia rimasta sullo smalto, un'impronta opaca sulle pietrine. Viene voglia di passarla sotto il rubinetto e di asciugarla con la carta da cucina. Meglio di no.
Se ti chiedi come pulire la bigiotteria, e le nostre spille in particolare, la risposta sta in poche parole: un panno morbido e asciutto, niente acqua, niente profumo, niente detersivi per la casa, poi la spilla riposa in piano e all'asciutto. Lo indicano le schede prodotto delle nostre spille, smaltate, in resina o con strass. Dopo una serata di pioggia vale lo stesso: tamponi le gocce e non la metti mai a bagno. Qui sotto ti spieghiamo perché basta così, materiale per materiale, e che cosa mette davvero alla prova l'acciaio.
Come pulire la bigiotteria in quattro gesti

Non serve un armadietto pieno di prodotti. Abbiamo messo a confronto le istruzioni per la cura di tre nostre spille: una tartaruga smaltata, una farfalla con strass e un ritratto di donna in resina. Le tre schede indicano lo stesso metodo.
- Spolverare: dopo ogni uso, passa un panno pulito, morbido e asciutto sul davanti della spilla.
- Evitare: acqua, profumo, crema, trucco e prodotti per la casa.
- Maneggiare con cura: tieni il soggetto per la parte solida (il guscio della tartaruga, il corpo della farfalla), mai per un'antenna o per la punta di un'ala.
- Riporre: in piano, all'asciutto, senza niente che prema sulle decorazioni.
Ne nasce un'abitudine semplice: prima il profumo, poi la spilla, mai il contrario. Questi gesti vengono dalle schede delle nostre spille. Per un altro gioiello valgono le indicazioni del suo materiale e della sua finitura.
Di che cosa è fatta la bigiotteria
Prima di pulire conviene sapere che cosa si ha in mano. La voce di Wikipedia sulla bigiotteria la descrive come il settore degli accessori di abbigliamento, per esempio collane, bracciali, anelli e orecchini, realizzati con vetro, plastica, ceramica, legno, pietre, conchiglie o metallo: ottone, alluminio, acciaio, bronzo.
Un elenco così lungo dice una cosa sola: non esiste un'unica bigiotteria, quindi non esiste un'unica pulizia. Le nostre tre spille uniscono l'acciaio allo smalto, alla resina o agli strass, e ogni materiale reagisce a modo suo all'acqua, allo sfregamento o alla chimica. La regola giusta si sceglie sulla parte più delicata del pezzo, non su quella più resistente.



Acciaio, pioggia e sale: che cosa lo mette alla prova

Le tre spille hanno una base in acciaio, con finitura dorata o argentata. Gli stessi toni attraversano tutta la collezione, dalle spille dorate ai modelli argentati. Sulle nostre schede c'è scritto «acciaio», non «acciaio inossidabile». La differenza conta, perché inossidabili sono solo alcuni acciai.
Il 10,5% che cambia tutto
Secondo la voce di Wikipedia sull'acciaio inossidabile, perché un acciaio possa dirsi inossidabile serve almeno il 10,5% di cromo «libero». È il cromo a formare in superficie uno strato sottilissimo di ossidi, fra 0,3 e 5 nanometri, che protegge il ferro sottostante.
Uno strato che si ripara da solo
La stessa voce usa una parola che fa immaginare una pelle: questo strato è «autocicatrizzante». È una difesa che nasce dal metallo stesso, non una vernice aggiunta da fuori.
Il punto debole: i cloruri
Anche questa difesa ha un limite. La voce spiega che gli ioni cloruro si infilano nelle discontinuità del film protettivo, e cita fra le cause l'acqua di mare e i sali disgelanti, quelli sparsi sulle strade d'inverno. Il sale da cucina è cloruro di sodio. Se perfino l'acciaio inossidabile teme i cloruri, una spilla che sulla scheda porta solo la parola «acciaio» va tenuta lontana dal sale, dal mare e dagli spray sotto il lavello.
Qualche goccia di pioggia sulla spilla, invece, si asciuga tamponando con un panno morbido, senza immergerla. E in una spilla il metallo è raramente la parte più fragile.
Strass: vetro, e la parola veneziana «cristallo»

Le pietrine che brillano sulla bigiotteria si chiamano quasi sempre strass. Non sono pietre: sono piccoli oggetti di vetro che imitano una gemma.
E qui l'Italia c'entra. La voce di Wikipedia sul vetro cristallo ricorda che la parola «cristallo» viene dal termine veneziano usato per il cristallo di rocca imitato dai vetrai di Murano. La stessa voce spiega che la brillantezza del cristallo al piombo nasce dal suo alto indice di rifrazione. In quel vetro, insomma, la luce viene dalla ricetta, non da una miniera.
Le sfaccettature degli strass prendono la luce a ogni movimento e mostrano subito impronte o residui di crema, che ne spengono il brillio. Per la nostra farfalla la scheda consiglia un panno pulito, morbido e asciutto, e di non appoggiare niente di pesante sugli strass, sulle antenne o sulle punte delle ali.
Smalto, resina e glitter: sempre all'asciutto
La nostra tartaruga è smaltata in grigio chiaro, bianco crema e antracite. Il ritratto di donna con il cappellino grigio è in resina. Per entrambi le schede danno la stessa indicazione: panno morbido e asciutto, lontano da acqua, profumo, cosmetici e prodotti per la casa.
Una superficie glitterata come il cappellino del ritratto si tratta allo stesso modo. Niente spazzolino, niente bagno: basta una passata di panno.
Aceto, bicarbonato, dentifricio: i rimedi della nonna alla prova
Chi cerca online come pulire la bigiotteria trova sempre gli stessi consigli: un bagno nell'aceto o nell'acqua con il bicarbonato, un velo di dentifricio sulla superficie. Passano di sito in sito, spesso presentati come miracolosi.
Qui conviene distinguere:
- documentato: i cloruri mettono alla prova perfino l'acciaio inossidabile, e le nostre schede escludono acqua e prodotti per la casa per smalto, resina e strass;
- non documentato: l'idea che un bagno «rinfreschi» qualunque pezzo di bigiotteria. Nessuna delle nostre fonti lo conferma per un pezzo con decorazioni colorate.
Su un pezzo che unisce metallo, colore e vetro, la regola più prudente è anche la più semplice: restare all'asciutto.
Spille magnetiche: due pezzi da tenere insieme

Una spilla con chiusura magnetica non si appunta. Un disco sul soggetto attira una piastrina separata, che sta dall'altra parte del tessuto. Questo piccolo sistema ha regole sue:
- riponi soggetto e piastrina insieme nella loro confezione, così la piastrina non si perde;
- conservali lontano da carte di credito, bancomat e da tutto ciò che teme i magneti;
- prima di indossarla di nuovo, controlla che le superfici di contatto siano pulite, asciutte e ben allineate;
- separa i due pezzi con delicatezza, senza strappi e senza tirare la decorazione.
Sui tessuti delicati il sistema ha un vantaggio: niente ago, quindi nessun buco. Trovi tutti i modelli di questo tipo fra quelli a chiusura magnetica. E per fermare un foulard di seta senza forarlo c'è la nostra guida fermare un foulard con una spilla.
Come conservare la bigiotteria tra un'uscita e l'altra
Una spilla passa molto più tempo nel cassetto che sul cappotto. Per questo conservarla conta quanto pulirla. Qualche regola semplice:
- in piano, come raccomandano le nostre schede, così niente preme su una punta o su un rilievo;
- all'asciutto, lontano da boccette di profumo e vasetti di crema;
- ogni pezzo al suo posto, niente di pesante sopra, i modelli magnetici sempre con la loro piastrina.
Puoi scegliere un portagioie a scomparti, un vassoio foderato di stoffa o la scatola originale, purché la spilla resti in piano, all'asciutto e senza peso sopra. L'importante è che i pezzi non stiano uno sopra l'altro.
Regalare una spilla, con un biglietto per la cura
Se regali una spilla, aggiungi un biglietto con tre indicazioni: «panno asciutto, niente acqua, riporre in piano». Un piccolo gesto che mostra quanto ci hai pensato. Le nostre spille arrivano in confezione regalo, e quella scatola diventa poi la loro casa nel cassetto.
Per scegliere il soggetto giusto, questa guida al regalo parte dalla persona, non dall'oggetto. Poi puoi curiosare fra tutta la collezione da donna. Tre modelli riuniscono i materiali di questa guida: la spilla tartaruga in acciaio dorato con smalto grigio e bianco, la spilla a farfalla nera e dorata con strass e la spilla ritratto di donna in resina, con cappellino grigio glitterato e occhiali neri. E per tutto il resto: scopri tutte le nostre spille fantasia.
In sintesi: la cura della bigiotteria pezzo per pezzo
La routine più sicura per le tre spille messe a confronto: ogni parte all'asciutto, pulizia delicata, nessuna pressione quando le riponi. Il metodo dipende dalla parte più delicata: la tabella associa ogni componente alla cura indicata dalle schede prodotto.
| Parte della spilla | Che cosa dicono le nostre schede | Perché |
|---|---|---|
| Metallo (acciaio) | Panno morbido e asciutto, niente prodotti per la casa | Perfino l'acciaio inossidabile teme i cloruri, come il sale |
| Strass | Passata delicata con panno asciutto, niente di pesante sopra | Le sfaccettature trattengono impronte e residui di crema |
| Smalto | Asciutto, niente acqua né profumo | Lo indicano le schede |
| Resina, glitter | Asciutto, niente cosmetici, niente bagno | Stessa indicazione delle schede |
| Magnete e piastrina | Insieme, lontano da carte di credito e bancomat, contatti puliti e asciutti | Così la piastrina non si perde |
| Conservazione | In piano, all'asciutto, ogni pezzo al suo posto | Niente preme su punte o rilievi |
La bigiotteria non chiede prodotti speciali né rituali complicati. Un panno, un po' di attenzione e una scatola dove aspettare tranquilla la prossima uscita, che sia una cena d'inverno o una festa d'estate.
Domande frequenti
Chi ha scoperto l'acciaio inossidabile?▾
Secondo Wikipedia in italiano, nel 1913 Harry Brearley di Sheffield, sperimentando acciai per canne di armi da fuoco, scoprì che un suo provino con il 13-14% di cromo non arrugginiva.
Da dove viene la parola bigiotteria?▾
Dal francese bijou, come ricorda la voce di Wikipedia in italiano dedicata alla bigiotteria.
Chi ha portato la bigiotteria nella moda?▾
Coco Chanel, nel periodo Art Déco, fra il 1920 e il 1930. Secondo Wikipedia in italiano introdusse la bigiotteria per completare il costume.
Quanto cromo contiene di solito l'acciaio inossidabile?▾
In genere tra il 12 e il 18%, secondo Wikipedia in italiano: più del minimo che serve perché si formi lo strato protettivo.
Come capisco se una spilla è magnetica o con l'ago?▾
Dalla scheda prodotto: per ogni modello è indicato il tipo di chiusura, magnetica o con ago classico.
